altervista
amnestyinternational
banche armate
carta
comboniani
emergency
ennaweb
indymedia italia
inventati
marlevar
mentelocale
nuovi mondi media
peacelink
rete lilliput
reteitaliana boicottaggio nestlè
visitato *loading* volte
Un barlume acceso
indica la vita che
disperata
gratta
La grotta antica tiene
portando in bilico la pietra dell'avvenire
Se non cade, alleluja
Vèstiti di un silenzio lungo Vestìti di un silenzio lungo
lungo quanto la passione rinata lungo quanto la passione rinata
Appòstati sulle amiche sponde Appostàti sulle amiche sponde
del fiume desiderio del fiume desiderio
Allùngati a guardare Allungàti a guardare
le nuvole che sorridono le nuvole che sorridono
I tuoi occhi piangono
ora
Volano le lacrime
sull'asciuttto tuo
dormiente
pelouche
Mentre
le ore dei giri d'inferno
battono rintocchi sui selciati spazzati
Mentre
lo zingaro scappa
dall'orda civile
Mentre
il nero s'aggrappa
alla pietà infame
Tutto è tranquillo
in questa notte
dove i sogni hanno paura
parole di luce paura e lui aspetta disperato e paziente lasciando un grosso perchè al suo posto
colori nella mente
colori di luce
parole nella mente
mente nel buio
parole senza luce
fumo nel caldo
freddo il cuore
il sogno ha paura
e si nasconde
dai lampi fugge
pensando di essere un animo buono
e si aggrappa ad una vita che va, indifferente
il prossimo dolore
ma forse
ci pensa con terrore
il suo filo cadrà prima per terra
C'è quando i sogni
ti sembrano giocattoli
e gli corri appresso
col cuore emozionato
Ti sembrano lì
a portata di mani
di testa, d'uccello
Tu sembri un uccello,
il più bello
C'è quando ti volti indietro
e ti sembrano zavorre
chè il tuo cuore pesa una tonnellata
la testa ti scoppia
senti l'inutile fatica
che l'uccello non si alza, non vola
tutto bardato di piombo.
Intanto i giorni ti sfogliano, incessanti,
tichi tichi tichi
Sulla ribalta
balla la triste sera
di luci false
°°°
Amo di te
le tue grazie mute
il triste riso
°°°
Nelle nubi va
come un esile filo
il vento s'apre
Un giorno
prima che la morte si stanchi di aspettare
vorrei andare a cena
con la felicità
suo spaparanzato ospite
fiducia
in
me
stesso
latita
cerco
dentro
e fuori
un motivo
di allegria
o meglio
lo trovo
ma poi
presto svanisce
forza
batti un colpo
fede
percuotimi
io vorrei
prendervi sottobraccio
e correre
dopo
con Voi
libero
aaa
mano
santa o puttana
cercasi
in e out
ti invoco per quello che sai
o luce che innaffi il mio cuore
ascolta lo strazio di questo pezzente
che niente si sente
se la vita gli scappa
se resta impotente di fronte alla fine
dagli un piccolo senso per continuare a sperare
che possa cambiare
per credere
femagli le inutili lacrime
e fallo felice con poco
chè di tanto ha bisogno
non togliergli la vita che le sue braccia stringono
come gruzzolo per un domani migliore
Disseta la sua voglia di sorridere
alla vita che brama
non darlo in pasto alla solita carnefice spada
che cancella ogni bandolo di seranza
come tagliati da una scure
cadono a valanga
fiori
